Nato sulla piccola isola di Shikoku, Makoto Tamada diventò presto un appassionato di moto, grazie al suo fratellastro che correva nelle pocket bike. Makoto seguì rapidamente questo esempio e corse in questa disciplina da 9 a 17 anni.
Effettuò il suo debutto in gara in sella ad una NSR205 Sport Production ed ottenne presto buoni risultati. A 18 anni, vinse il campionato regionale e debuttò sulla scena mondiale nel 1995. In una categoria di grande qualità, Tamada si portò sotto i riflettori concludendo la stagione 1998 al quarto rango.
Nello stesso anno effettuò una prima apparizione nel campionato del mondo 250cc e cadde mentre si trovava alla porta dei punti al Gran Premio del Giappone. Partecipò inoltre alla 8 Ore di Suzuka. Makoto pensò allora di passare alla categoria superiore e si trovò di fronte e due opzioni : le 500cc oppure le Superbike giapponesi. Scelse la seconda soluzione e prese le redini di una RC45 quattro tempi.
L’HRC gli offrì lo statuto di pilota ufficiale nel 2000. Si classificò terzo nel campionato nazionale ed ereditò una VTR bicilindrica l’anno seguente. Tamada diventò vice campione nelle Superbike giapponesi e si mise in evidenza sulla scena mondiale vincendo le due gare WSBK di Sugo.
Dopo una nuova campagna nazionale, Makoto sbarcò nelle MotoGP nel 2003. Unico pilota della squadra Pramac Honda, il giapponese sfruttò la sua esperienza con i quattro tempi ed ottenne rapidamente buoni risultati. Segnò in particolare il quarto posto al Gran Premio d’Italia, quinta manche della stagione. A metà campionato, Makoto salì sul terzo gradino del podio al Gran Premio del Brasile e si ripetè poco dopo, a Motegi. Questo risultato gli fu ,tuttavia tolto dopo la corsa a causa di una manovra giudicata troppo aggressiva.
Dopo una prima campagna conclusa all’undicesimo rango, Tamada confermò il suo talento nel 2004. Ormai considerato come un avversario serio, era la nuova star del suo paese. Ottenne la sua prima vittoria in Brasile e ripetè questo successo a Motegi, qualche settimana più tardi. Fu una vittoria particolarmente importante per il Giappone in quanto Makoto si è imposto a domicilio con moto e gomme giapponesi (Honda / Bridgestone). Makoto aggiunse al suo bottino un podio e tre pole position, e segnò il sesto posto finale nel campionato.
Nel 2005, Makoto Tamada ha difeso i colori della nuova squadra Konica Minolta Honda e, grande novità, ha scoperto i pneumatici Michelin. Considerata la sua progressione nei due anni precedenti, Makoto era visto come un possibile aspirante al titolo, ma i suoi risultati hanno rapidamente deluso i suoi sostenitori. Feritosi al polso all’inizio della stagione, ha dovuto saltare diverse gare. In seguito ha faticato a ritrovare il suo livello di competitività e non è stato in grado di inserirsi nelle lotte agli avamposti. A Motegi, Tamada è comunque salito sul podio ma questa è stata la sua unica soddisfazione dell’anno.
Per il 2006 la sfida si annuncia altrettanto difficile in quanto la Konica Minolta Honda, che fa correre sempre un unico pilota, ha scelto di ridurre il suo programma di prove invernali. Le scarse prestazioni della RC211V di Tamada nei test ai quali ha partecipato lasciano sperare ben poco per questa stagione, a meno che il giapponese riesca a bilanciare questo calo di competitività del suo mezzo con il suo talento.