Massimo Meregalli è il team manager della squadra Yamaha Motor Italia WSB da quattro anni. Quest'anno sono partiti sia Noriyuki Haga che Troy Corser, sostituiti da due dei giovani più interessanti del panorama motociclistico, ovvero Ben Spies e Tom Sykes. Un cambiamento radicale che ha portato grande entusiasmo nella squadra ufficiale Yamaha, pronta a giocarsi le sue carte nella stagione 2009 del Campionato Mondiale SBK.
Quali sono gli obiettivi per il 2009, considerato che avrete moto e piloti nuovi?
"Siamo molto fiduciosi. La YZF-R1 che abbiamo provato nel test di Portimao ha dato subito riposte importanti, pur trattandosi di un mezzo davvero poco differente dal modello di serie. Questo significa che il potenziale è notevole e starà a noi farlo esprimere".
E riguardo ai piloti?
"Ben Spies ha dimostrato subito le sue qualità. Un ragazzo deciso ma con i piedi per terra, che vuole fare le cose per gradi, badando solo a lavorare sodo. Ci ha davvero impressionato, senza conoscere la pista, nella seconda giornata ha già girato sui tempi di Haga in gara. Quanto a Tom Sykes, ha cercato soprattutto di trovare il giusto feeling con la moto e tutto sommato il suo tempo ci ha soddisfatto".
Il fatto che non conoscano la maggior parte delle piste potrà essere un handicap?
"Sono convinto che un pilota forte dopo due turni di prove sa già dove bisogna mettere le ruote.
Il test di Portimao lo ha ampiamente dimostrato. Sia Ben che Tom avranno tutte le condizioni per essere fin da subito molto competitivi".
Come siete riusciti a convincere un pilota del calibro di Spies, che sembrava nelle mire della Moto GP?
"Lui voleva una struttura professionale e una moto competitiva e quando gli abbiamo presentato la nostra proposta ci ha messo poco tempo a dire di sì. Lui ha deciso di venire in SBK perché vuole vincere e la Yamaha gli è sembrata un'ottima soluzione".
© CAPSIS International